giovedì 11 giugno 2009

Ulisse di Joyce - quattordicesimo episodio - "le mandrie del sole"

Bloom e Dedalus si incontrano finalmente in un ospedale, al momento di una nascita. Si è molto parlato e scritto di questo episodio, come al solito, per i tanti spunti offerti da Joyce.
La cosa più evidente è la volonta di affermazione per molti di questi personaggi, a cui viene negata questa possibilità, per una sorta di immaturità, come se questi personaggi non fossero ancora nati a se stessi.
Vediamo ancora Mulligan, il finto amico di Dedalus, che quasi sogna di essere il padrone di un omphalos...ma anche lo stesso Dedalus che parla di scrivere la grande opera.
Aldilà del gioco che può voler dire realizzare la grande opera, va forse detto che qui Joyce non prefigura tanto l'Ulisse quanto il "Finnegan's wake", il libro dove la lingua puramente sonora trionfa. In questo senso Joyce sente di essere ancora un ragazzino, rispetto già ai virtuosismi che sta esprimendo, per il compito che vuole raggiungere.
Ricreare la lingua degli uccelli.
Un' ultima annotazione sull'apparizione di Lilith di cui abbiamo parlato nel secondo dei nostri frammenti della casa di luce.

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