martedì 29 gennaio 2008

"In to the wild" con chi?

In linea con quanto detto negli ultimi post, segnaliamo l'ultimo film di Sean Penn (da subito autore di immagini forti, in "Indian runner")...qui troviamo un ragazzo che non sa uscire dallo spettacolo di se stesso se non in punto di morte. All'inizio questa persona (realmente esistita, attenzione!) nega importanza ai rapporti umani.
Li brucia.
Lo spettacolo ti porta a questo. Ad avere fretta nel costruire e distruggere i rapporti, negare la necessaria interdipendenza con gli altri, che non è sottomissione o mancanza di personalità. Ma vera conoscenza della natura che ci circonda. Il contrario è SEMPLICE PAURA DEL VUOTO.
Non importa se accumuli beni o esperienze. Il risultato è lo stesso.
Ogni cosa ha il suo tempo. Questo tempo si deve dilatare e restringere secondo tempi propri, che non possono stabilirsi a priori o a capricci, o una libertà che non è qui e adesso, ma in punto molto lontano (nello spazio, nel tempo...).

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