lunedì 7 giugno 2010

Com'è andato il seminario su azione e immobilità

La cosa bella è che continuiamo a dimenticare di fare le foto...per lo meno vi sono diari come questo!
Il terzo seminario su i tarocchi, dunque, è andato una meraviglia.
Questa volta si è trattato di lavorare su azione e immobilità.
Abbiamo chiesto aiuto ai racconti di Edgar Allan Poe e a "Così parlò Zarathustra" di Nietzsche per farci, non dico spiegare, ma quanto meno dare una dritta su come animare i tre arcani presi in considerazione: impiccato - papessa - giudizio. Si nota questo lavoro sulle immagini e quindi su i sentimenti come qualcosa che scongela delle cose dentro di noi.
L'impiccato lo si riesce a vedere non come in una sorta di fermo immagine ma come qualcosa di vivo dentro di noi?
E' questo il guaio quando si leggono i tarocchi. Si cercano di decifrare i simboli come se ci fosse una sorta di verità ultima.
E questo porta a bloccare tutto.
Attenzione...
L'impiccato oscilla e forse la sua è una caduta senza fine o comunque in un abisso da cui riprendersi...
E forse altro.
da qui si può cominciare a vivere come in una sorta di sogno condiviso tra i partecipanti.
Niente di disordinato.
Ma qualcosa che va aldilà del semplice scambio di informazioni per quello che è diventato l'incontro con gli altri in questi tempi.

2 commenti:

Lux ha detto...

Sì, è davvero un grosso errore interpretarli come un qualcosa di "statico", bisogna andare oltre.

graz ha detto...

...e devi vedere una volta "animati" come diventano calde guide verso l'ignoto!