giovedì 18 dicembre 2008

Nelle profonde acque di Lynch

David Lynch è uno dei mei registi preferiti...se non avete mai visto Eraserhead vi manca qualcosa del cinema, uno dei suoi tasselli fondamentali. Dopo la sbornia dei tre film di fila, sto cercando di riprendermi e per caso ho beccato un suo libro, "In acque profonde" ed è stato come leggere la lettera di un fratello lontano, che ti scrive per confortarti e darti una raddrizzata, in vista delle nuove avventure.
Lynch pratica la meditazione trascendentale da 33 anni e grazie ad essa ha trovato uno strumento per arrivare al sè. Io fino all'altro ieri ho fatto yoga, ma non è questo il punto. Il punto è la fedeltà di entrambi al mistero, al gioco delle coincidenze e all'amore per la trascendenza. Il vedere il mondo non come un luogo di paura e odio ma come un campo di gioco, dove la sorpresa è lì dietro l'angolo, quello è il punto.
Rifiutare gli schemi e restare fedeli a quell'idea di partenza, magari una stanza rossa, balenata in testa mentre si sta in un parcheggio...cementare un gruppo motivandolo proprio grazie al gioco e alla scoperta, a due parole dette durante una conversazione fatta non per burocraticismi ma per amore del cinema. Tutto questo per avventurarsi in acque così profonde dove è possibile scorgere pesci di inusitata bellezza.

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